Com'è nato l'amore per il Pisa? Colpa di una gita a Pisa...

di Lorenzo V.
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"Qual è stata la prima partita del Pisa che hai visto dal vivo? Che emozioni hai provato? Con chi eri? Qual è stato il tuo primo idolo?" Toccherà a voi tifosi raccontarci come è nato l'amore per il Pisa inviandoci il racconto al nostro indirizzo mail redazione@tuttopisa.it. Settimanalmente pubblicheremo le vostre storie più belle ed appassionanti da condividere con tutto il popolo nerazzurro. Se volete potete anche allegare alcune foto riguardanti il vostro racconto.

Questo il racconto di Andrea Bertolini

Ciao ragazzi,
mi chiamo Andrea, ho 44 anni e vi scrivo da Suzzara, in provincia di Mantova. Si', avete capito benissimo, provincia di Mantova. Anche qui, in questa afosa e umida parte della valle Padana, batte forte un grande cuore nerazzurro. Come mai? Il mio è stato un vero e proprio colpo di fulmine. All'età di sei anni sono venuto a Pisa in gita una domenica con mio padre, mia madre e mio fratello di sei anni piu' grande. Terminata la visita a Piazza dei Miracoli, dove sono rimasto estasiato da tanta bellezza, mio fratello ha insistito per farsi portare al vicino stadio a vedere la partita. Con chi giocasse il Pisa proprio non me lo ricordo e non ricordo neppure se vinse, pareggio' o perse. Ricordo pero' intensamente le emozioni che provai in quella curva, ricordo i sorrisi delle persone che entravano e che vivevano la partita come una festa, ricordo i cori, le sciarpe, le bandiere. Ricordo il boato al goal del Pisa, la corsa del giocatore sotto la curva. ricordo le urla di gioia, i colori che sì alzavano al cielo. Ricordo quelle emozioni come fossero appena vissute. Ricordo il viaggio di ritorno, dove una grande tristezza mi assali' perchè mi allontanavo da quel magnifico posto che per me era diventato come un paradiso. Non potevo immaginare che quelle emozioni e quella tristezza sarebbero diventate la passione calcistica della mia vita. Inizio' cosi' il mio amore per il Pisa. Considerate che in quel tempo non c'erano i cellulari, internet e facebook. Non c'era nulla. Iniziai cosi', seppur piccolo, a informarmi su televideo, a sbirciare la Gazzetta dello Sport di mio fratello, iniziai a seguire quella che sarebbe diventata la favola del Pisa. Il buon Romeo poi ci mise del suo e diventai per tutti il tifoso del Pisa. Da ragazzo ero bravino a calcio e quando giocavo con gli amici spesso andavo in goal.  Essendo un biondino (ora poco a dire il vero :) ) il soprannome che mi diedero venne di conseguenza: Kieft. Ancora oggi qualche vecchio amico che incontro dopo tanto tempo mi chiama Pisa o Kieft. E lasciatemelo dire, io ne vado fiero. Ancora oggi mi chiedono tutti perchè tengo il Pisa e la mia risposta è sempre la stessa: Pisa non è una squadra, è la squadra. Pisa è amore, vita, calcio, emozioni. Pisa è il Pisa. Potrei raccontare mille episodi che sono avvenuti nella mia vita da tifoso. Ricordo diverse trasferte fatte: a Brescia, vinta 4 a 1 con doppietta di Incocciati, a Padova dove perdemmo uno a zero e presi tanta di quell'acqua che ancora sono fradicio; a Torino col Toro dove perdemmo due a uno nel finale. Ricordo anche tante partite vissute all'Arena. Un ricordo particolare pero' ce l'ho di San Lorenzo in Banale, dove il Pisa fece il raduno estivo. In quell'occasione da neo patentato chiamai un amico e tre amiche e andammo a vedere l'allenamento del Pisa. Ebbi la grande fortuna di incrociare il mitico Romeo che in ciabatte mi si avvicino' e riconoscendo il mio accento non toscano mi chiese da dove venivo.  Cominciammo a parlare. Non mancarono le foto di rito. Mi tenne vicino ai giocatori tutto il tempo.  Alla fine mi chiese l'indirizzo di casa e, pur non capendo il motivo, glielo diedi. Dieci giorni dopo mi ritrovai spedito a casa un pacco: libro del Pisa, gagliardetto del Pisa, sciarpa del Pisa, vari opuscoli dell'allora sponsor Saeco e una lettera firmata Anconetani in cui mi ringraziava e mi diceva che sono un tifoso doc. Ancora mi vengono i brividi a quando ripenso a quel pacco, a quell'uomo, alla sua passione e al suo amore per il Pisa. Quella lettera la custodisco gelosamente ovviamente. Che meraviglia. Col passare degli anni poi fu sempre piu' difficile venire a Pisa: il lavoro, due figli, la casa, mille problemi di salute e tutto cio' che ruota attorno alla normalissima frenetica vita di chiunque. Ma sempre l'ho seguito, anche nelle categorie inferiore, nelle sue promozioni e nei suoi fallimenti. Un amore insomma che va ben oltre la categoria, la distanza, il risultato e le persone che ci giocano. Un amore grande perchè il Pisa mi ha tenuto compagnia nelle mie domeniche da ragazzo, perchè lo considero un amico a cui dare e che mi dà tanto. Che pena quest'anno seguire le gare su Sky. Maledetta retrocessione il prossimo anno neanche quelle riusciro' a vedere. Ma ci siete, voi, si' tutti voi, che con i vari siti e le varie notizie oggi non mi lasciate mai solo, mi tenete sempre ben informato e le distanze non si sentono piu'. Il Pisa siamo noi, tutti quanti amiamo questa squadra, tutti quelli che sentono questo amore e non si sanno spiegare il perchè.  Il Pisa è il Pisa e guai a chi lo tocca. Da poco è iniziata una nuova epoca, speriamo sia piena di vittorie e speriamo di tornare presto nei grandi stadi italiani (e magari, perchè no, europee). Ragazzi, la vita ci ha sempre fatto soffrire tanto, sognare non costa nulla.  A me è sempre piaciuto sognare e nonostante l'età lo faccio ancora. Sognare e ambire sono le due cose che ti danno la forza per arrivare in alto. Insieme a voi, cari ragazzi e ragazze che tifate Pisa, questa squadra puo' arrivare ovunque. Grazie che ci siete sempre. Grazie che tifate sempre nonostante tutto. Grazie per le emozioni che trasmettete.   Grazie, grazie e grazie. Grazie che mi fate sentire uno di voi. Un abbraccio grande a tutti i tifosi e alle tifose del Pisa".
 


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