Parliamone con...Gabriele Noli

di Marco Pieracci
articolo letto 1275 volte
Gabriele Noli
Gabriele Noli

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica di approfondimento. Per parlare di Pisa e Serie C in generale questa settimana abbiamo interpellato Gabriele Noli, giornalista del Corriere Fiorentino e telecronista per la piattaforma Eleven Sports

Davide Moscardelli al Pisa. A livello mediatico, una scommessa vinta in partenza. Come valuti invece l’operazione sul piano squisitamente tecnico?
"Disporre di un attaccante capace di raggiungere con facilità la doppia cifra è indispensabile. Se esperto, ancora meglio. La scorsa stagione ne è stata la palese dimostrazione: dei primi cinque della classifica marcatori del girone A di Serie C, soltanto uno (Ragatzu) ha meno di 30 anni. A dispetto dell'età, Moscardelli è un giocatore che, oltre ai gol, può fare la differenza. E risolvere le partite, anche da solo. Quello che di fatto è mancato al Pisa lo scorso anno. Sarà fondamentale trovare un attaccante che con lui sappia integrarsi al meglio. E in fretta". 

Anche quest’anno tante società in difficoltà. È utopistico pensare a una Serie C più sostenibile, con meno squadre e regole certe?
"Cominciare i campionati con squadre penalizzate, come accadrà anche quest'anno è un segnale pessimo. "Prevenire è meglio che curare", si ripete spesso. Invano, purtroppo. Servirebbero controlli più rigidi e accurati. E maggiore rigore: chi dimostra di avere i conti a posto, può iscriversi. Gli altri no. E invece a stagione in corso, puntualmente, si scoprono situazioni di gravi difficoltà finanziarie di varie società, andando inevitabilmente a intaccare il regolare svolgimento dei tornei. 60 squadre sono troppe. Il sistema non è in grado di sostenerle. Quanto accaduto nel recente passato, lo testimonia". 

L’introduzione delle formazioni B porterà benefici al sistema o finirà per favorire solo i club più potenti?
"Tra tutte le idee possibili, non ne esiste una peggiore. Bisogna sempre ricordarsi che il calcio è di chi lo ama, non di chi lo governa. I tifosi pagano - biglietti, abbonamenti, trasferte - e meritano rispetto. Come la loro passione. Le seconde squadre in Serie C sarebbero soltanto zavorre che condizionerebbero la classifica, considerati i limiti imposti per promozioni e retrocessioni. Le formazioni B avrebbero un senso se inserite in un campionato a parte, al di fuori di quelli professionistici. Concepita in questo modo, invece, è un'introduzione che favorirà soltanto i club più potenti".


Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy