Il Pisa fa tris e alza la Coppa Italia...ma sarà una gioia a metà

di Andrea Chiavacci
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La festa a fine gara
La festa a fine gara

Pisa-Avellino è stata una classica di provincia degli anni 80 in Serie A ma per i nerazzurri la gara con gli irpini rappresenta anche l'unica vittoria nella Coppa Italia di Serie C. Quello conquistato il 27 aprile 2000 certamente non è un trofeo di primissimo piano ma è pur sempre il primo successo degli anni duemila e l'ultimo della presidenza Gerbi-Posarelli dopo i campionati vinti nel C.n.d. e in C2.  Un successo pagato però a caro prezzo visto che la squadra di D'Arrigo era ancora in corsa per la promozione in B e quella sera perse per infortunio un giocatore fondamentale a centrocampo come Raffaele Quaranta frenandone il pieno recupero.

​Operazione rimonta in coppa e in campionato. l​I Pisa dopo aver perso la gara di andata al Partenio per 1-0, gol dell'ex Livorno Scichilone,  deve battere l'Avellino con almeno due gol di scarto e fare soprattutto attenzione a non subire gol. L'attenzione però è spostata anche sul campionato dove il Pisa sta cercando di completare una clamorosa rincorsa nei confronti del Siena. In poche giornate i nerazzurri passano da -11 a -5 e dopo la finale di Coppa Italia attendono proprio i bianconeri all'Arena. D'Arrigo rispetto alla gara di andata non risparmia tutti i big, anzi gioca quasi con la formazione tipo. Il campionato è più importante ma si pensa anche ad onorare l'impegno visto che all'Arena ci sono oltre 8mila spettatori e comunque quella con gli irpini resta una sfida carica di fascino anche se tra nobili decadute. In porta c'è il guardiano di coppa Passoni, che ha sostituito degnamente Rosin,  in difesa Deoma, Niccolini e Rossi, a centrocampo Femiano, Moro, Quaranta, Paolo Andeotti e Serra, in attacco Varricchio e il giovane scuola Milan Massimiliano Grego, con Savoldi che inizialmente parte dalla panchina. L'inizio è in salita perché al 15' si fa male Quaranta e D'Arrigo deve subito ricorrere al cambio con Alfonso Greco. Tatticamente non cambia niente ma alla lunga questo infortunio pserà non poco sul finale di stagione dei nerazzurri. Al 20' Rossi in disimpegno la combina grossa mettendo Scichilone a tu per tu con Passoni, l'attaccante biancoverde forse non si aspetta questo omaggio e invece di andare a rete effettua un passaggio al portiere nerazzurro che ringrazia. Gol fallito gol subito, è la dura legge del calcio che il Pisa attua due minuti più tardi. Grego allarga a destra per Varricchio che vede l'inserimento di Paolo Andreotti in area che prende il tempo a tutti e con un preciso colpo di testa in tuffo batte Sassanelli proprio sotto la Curva Nord.

Cambi decisivi. ​La gara prosegue con tante occasioni da una parte e dall'altra ed è giocata a buon ritmo. La svolta arriva nella ripresa con i cambi in attacco di D'Arrigo. Prima entra Savoldi per Varricchio, poi Ferrari per Grego. Il Pisa assedia l'Avellino ma Sassanelli èdecisivo in almeno tre circostanze. La svolta al minuto 86: angolo da destra di Serra, in mischia spunta proprio Savoldi che con un tocco sotto misura beffa Sassanelli. Supplementari evitati ma occhi aperti perchè l'Avellino si getta in avanti e con un gol la coppa è sua.  A pochi istanti dal novantesimo parte un lungo contropiede dei nerazzurri che Savoldi ricama per Ferrari che in area salta un avversario e in diagonale firma il definitivo 3-0. Capitan Andreotti alza la Coppa con qualche tifoso in campo a sventolare le bandiere e tanti altri a far festa sugli spalti. Emotivamente questa vittoria da la carica per battere anche il Siena, rigore decisivo di Savoldi, ma poi a Lucca si spengono i sogni di primo posto e ai playoff nella semifinale con il Brescello la squadra è poco lucida e priva di un faro come Quaranta, giocherà solo uno spezzone nella gara di andata, viene beffata a tempo scaduto da Max Vieri e deve rinunciare ai sogni di gloria. Sarà un po' la fine di un ciclo con il D.s. Botteghi, quella sera c'era uno striscione dedicato a lui, che andrà alla Spal dove lo seguirà l'idolo della tifoseria Paolo Andreotti.


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