La B nel giorno di San Ranieri

di Andrea Chiavacci
articolo letto 1348 volte
Foto

Terzo capitolo della storia dei playoff nerazzurri, uno dei più belli: il Pisa torna in B dopo 13 anni. E' la vittoria di un gruppo indistruttibile guidato in campo da gladiatori come Ferrigno, Raimondi, Biancone e Zattarin e in panchina da Piero Braglia. La firma sui playoff la mette il giovane Ceravolo arrivato a gennaio dalla Reggina in cambio del portiere Puggioni. Braglia si infuria ma non può ancora sapere che il diesse Gianluca  Petrachi ha messo a segno una delle mosse decisive di quella stagione.

La stagione. Il Pisa deve voltare pagina dopo la rocambolesca salvezza ai playout con la Massese con gol in extremis di Edy Baggio. Il presidente Leonardo Covarelli  dopo aver cambiato 4 allenatori punta sul carattere di Piero Braglia che compone un mosaico di giocatori esperti in Lega Pro. Ovviamente in avvio c'è un po' di scetticismo ma si capisce subito che la squadra è solida. Nelle prime 7 giornate il Pisa non subisce gol ma ne segna appena due, Ferrigno ed Edy Baggio dal dischetto, vincendo di misura contro Lucchese e Padova. Dopo la prima sconfitta e il primo gol subito a Pistoia arriva il ritorno dopo quasi un anno al gol e alla vittoria in trasferta a Cremona sempre con Edy Baggio. La difesa è un bunker, appena 5 gol subiti in tutto il girone d'andata,  e nonostante si continui a segnare con il contagocce lottiamo quasi a sorpresa per il primo posto. Davanti al portiere e capitano Puggioni non si passa con Raimondi, Calori, Chiarini e il cavallo di ritornoZattarin a mordere gli avversari con l'aiuto dei vari De Simone, Braiati, Passiglia e Ferrigno a centrocampo. Davanti Biancone è un vero lottatore e rappresenta in pieno lo spirito di una squadra tosta. Ciotola inizia a ritagliarsi spazi importanti e segna il suo primo gol in notturna contro la Pro Patria nel monday night dell'11 dicembre. Palumbo e Baggio sono falcidiati dagli infortuni e anche Ciullo non è al meglio. La cessione di Puggioni alla Reggina dopo la sconfitta di Grosseto a gennaio fa arrabbiare non poco Braglia che non esita a criticare aspramente Petrachi. Dalla Calabria arriva in cambio il giovane semisconosciuto Fabio Ceravolo. Malgrado i malumori la squadra tiene botta e a tre giornate dalla fine è in testa assieme a Grosseto e Sassuolo. Per l'aggancio è determinante la prodezza al 93' del fin li oggetto misterioso Daniele Buzzegoli nella gara con la Sangiovannese. Sette giorni dopo arriva il suicidio di Busto Arsizio, sconfitta incredibile per 4-2 dopo esser stati avanti di due reti e in doppia superiorità numerica. Intanto Indiveri perde il posto in porta e Morello diventa titolare. Il Grosseto ci sorpassa. Battiamo il Pavia poi nel grande esodo di Venezia perdiamo al 94' puniti da un gran gol di Romondini. Qui però c'è un'immagine che resterà sempre nella mente dei tifosi. Appena terminata la partita Gabriel Raimondi chiama il resto  della squadra sotto la curva a salutare i tifosi. Forse il Pisa i playoff mentalmente li vince in quel momento li.

Stavolta è dolce Venezia. Chiudiamo terzi con 56 punti dietro al Grosseto che festeggia e al Sassuolo che incrocia il Monza. In semifinale troviamo ancora il Venezia. Giochiamo l'andata in laguna sabato 26 maggio 2007. Non ci sono gli oltre 5mila dell'ultima di campionato ma la laguna è sempre nerazzurra. Braglia litiga con dei carabinieri davanti alla panchina e viene espulso, poi sarà squalificato per due giornate. All'inizio del secondo tempo il Venezia passa in vantaggio con Moro. Sembra l'ennesima ruota che non vuol girare. A questo punto sale in cattedra il giovane centravanti Fabio Ceravolo che subentra a Ciullo e segna il pesantissimo gol dell'1-1 a una manciata di minuti dal termine. Purtroppo nei minuti di recupero arriva il rosso a Raimondi, che assieme a Trevisan salta la gara di ritorno, ma il pareggio è d'oro. All'Arena Ceravolo parte titolare ma il solito Moro beffa Morello al 26'. A questo giro però il Pisa è più forte mentalmente e dopo appena un minuto Ferrigno, che gioca in condizioni precarie, lancia in area proprio Ceravolo che stacca di testa e insacca il pareggio che ridà la qualificazione al Pisa. La partita è bella e alla solita grinta viene abbinata anche una manovra avvolgente. Nella ripresa, dopo un brivido su tiro di Romondini,  vanno a segno Biancone e Braiati per il 3-1 definitivo. Si rivede anche Baggio e c'è grande ottimismo. In finale ci attende a sorpresa il Monza che ha fatto fuori il Sassuolo con una clamorosa rimonta in Emilia dopo lo 0-1 dell'andata.

La partita che tutti i pisani hanno giocato. Si torna in finale dopo quattro anni e tutti sperano sia la volta buona. L'andata è a Monza con Braglia sempre squalificato che cerca di caricare la squadra dalla gradinata, dove tutto solo segue la partita. Il Pisa al Brianteo gioca bene e subito viene annullato un gol a Biancone apparso nettamente regolare.  Nella ripresa il Pisa pensa a conservare il prezioso pareggio ma al 76' si distrae e concede un rigore ai brianzoli. Lo specialista Fabiano non sbaglia e segna l'1-0. Poco dopo Morello salva su Beretta e lascia tutto aperto. Nella gara di ritorno al Pisa può bastare anche la vittoria di misura, con coda ai supplementari, per agguantare la B. Già dal lunedì inizia la caccia al biglietto con code chilometriche e gente che si sveglia all'alba per garantirsi il posto all'Arena. Dopo una settimana di grande pathos si arriva al 17 giugno. Il giorno dei giorni che a Pisa è anche festa del patrono. La luminara della sera prima racconta quanto la città attenda questo evento. Come giri l'angolo parli solo della squadra e vedi persone quasi sconosciute che ti abbracciano. Stavolta la B non può sfuggire. Ma bisogna giocare, ovviamente. Braglia torna in panchina e prima dell'inizio della gara viene accolto dal coro dei tifosi. Un attimo di emozione anche per lui, poi si comincia agli ordini dell'arbitro Valeri. Il Monza si difende bene e non è facile entrare in area. Allora si prova sugli esterni. Al 40' Ferrigno allarga a sinistra per Biancone che la piazza rasoterra sul secondo palo, alle spalle di tutti spunta Ceravolo che la mette in rete. E' lui l'uomo del destino. Il 20enne di Calabria arrivato nell'indifferenza generale e al posto del capitano Puggioni. Nella ripresa il Pisa non ha la forza di trovare il raddoppio e riesce comunque a gestire portandola ai supplementari dove le squadre sono senza energie. Il Pisa non è certo squadra inesperta e la mette anche sul piano fisico concedendo zero o quasi agli avversari. Vola anche qualche pallone in tribuna ma va bene così. A due minuti dalla fine Biancone serve Ciotola che va via sulla destra, fa una finta, entra in area e scavalca con un pallonetto Rotoli. La palla entra lentamente in rete e cancella di colpo 13 anni di grandi sofferenze sportive. E' la serie B. Pisa è in festa. E' una seconda luminara. Stavolta ci si lascia andare davvero mentre la squadra sfila con il bus scoperto sui lungarni. Una notte indimenticabile che sancisce in maniera forte il legame tra la squadra e la città. Quella col Monza resta la partita che tutti i pisani hanno visto e "giocato", anche chi non era allo stadio. 


Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy