Pistoiese-Pisa 1981-82: un punto che profuma di serie A

di Andrea Chiavacci
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Il Pisa 1981-82
Il Pisa 1981-82

La radio trasmette belle notizie dagli altri campi e allora lo 0-0 fa tutti felici e contenti. Il 6 giugno del 1982 il pari a reti bianche al comunale di Pistoia avvicina il Pisa di Agroppi alla promozione in A e la Pistoiese dell’ex Toneatto alla salvezza. I circa diecimila  tifosi pisani sugli spalti sentono ormai vicino il profumo della festa che arriverà puntuale sette giorni più tardi con un altro pareggio a reti bianche, stavolta all’Arena Garibaldi contro la Reggiana. Un ritorno in A dopo 13 anni e la prima promozione nella massima serie dell'era Anconetani.

Prima l’equilibrio. Nel caldo di Pistoia Agroppi pensa prima di tutto a non subire gol e affidarsi al contropiede del temibile trio offensivo Bertoni, Casale e Todesco. Siamo ormai giunti al penultimo atto di un campionato condotto ai vertici fin dall’inizio. Tattica che in trasferta ha pagato visto le tre vittorie e i tanti pareggi, in totale saranno 14, che nell’era dei due punti sono oro colato per un Pisa che in casa è quasi un rullo compressore. In A vanno tre squadre, in quel momento il Pisa è terzo con 45 punti a un solo punto dalla coppia di testa formata da Verona e Sampdoria, ma con un vantaggio di un punticino sul sorprendente Varese di Fascetti, impegnato all’Olimpico con la Lazio, e di due sul Bari che ospita la Sambenedettese. Per non correre rischi bisogna vincere, ma la Pistoiese alla ricerca di punti salvezza vende fin da subito cara la pelle. Il gioco è affidato da una parte alle intuizioni di Rognoni, dall’altra all’impostazione dal basso del capitano nerazzurro Gozzoli. Nel primo tempo il gioco è ruvido, ogni tanto si vede qualche cross, c’è tanta tattica e poche emozioni. L’unico brivido arriva in chiusura di tempo quando Mannini anticipa in uscita Desolati su un cross da sinistra di Piraccini.

La festa sta per iniziare. Il Varese spaventa il Pisa visto che dopo pochi minuti è in vantaggio di due reti all'Olimpico, ma la Lazio, ormai senza interessi di classifica, ha una reazione d'orgoglio e rimonta chiudendo il primo tempo sul 2-2. Nella ripresa la partita di Pistoia  si vivacizza leggermente. Al 52’ bella azione della Pistoiese con Rognoni che libera al tiro Piraccini al limite dell’area, Mannini è sulla traiettoria ma una deviazione lo sorprende e per fortuna la palla termina in angolo. Il Pisa risponde con una galoppata a sinistra di Casale, cross preciso ma Mascella è bravo ad anticipare Bertoni pronto al colpo di testa. L’occasione più nitida per in nerazzurri arriva al 64’ quando sugli sviluppi di una punizione calciata da sinistra Casale anticipa tutti di testa, Mascella è battuto ma la palla sfiora il palo. Al 72’ il Pisa sfonda a destra con Riva che lancia per Bergamaschi, palla in area a Todesco che calcia a rete, Mascella respinge e Bertoni segna sotto la curva dei tifosi pisani. Il boato dura pochi secondi perché l’arbitro Menegali di Roma annulla per un fallo di mano di Todesco. Al 75’ la Lazio fa 3-2 su rigore contro il Varese, terzo gol di D’Amico, mentre il Bari non sfonda il muro della Samb. A questo punto con una vittoria il Pisa è già in A. Il finale è in tranquillità e va bene a tutti anche perché dagli altri campi non cambia più nulla. Verona e Sampdoria sono già in A, al Pisa basterà un punto con la Reggiana. Ma la gente inizia già a far festa. La Pistoiese riuscirà a salvarsi grazie a questo 0-0 e all’1-1 dell’ultima di campionato proprio a Varese.


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