Playoff story: Max Vieri beffa il Pisa di D'Arrigo

di Andrea Chiavacci
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Il Pisa 1999-2000
Il Pisa 1999-2000

Ieri sera sono iniziati i playoff, ma il Pisa entrerà in scena da domenica 20 maggio. In attesa del debutto dei nerazzurri di Mario Petrone  TuttoPisa.it va a ripercorrere le esperienze dei nerazzurri negli spareggi promozione in serie C disputati 6 volte, conquistando due volte la promozione in B nel 2007 e nel 2016. Partiamo dalla stagione 1999-2000, quando la formula era molto diversa da quella attuale e la B se la giocavano le squadre arrivate tra il secondo e il quinto posto.

Stagione da protagonisti. Il Pisa allenato Francesco D'Arrigo dopo aver stravinto il campionato di C2 la stagione precedente parte forte anche in C1 conquistando la vetta con due successi iniziali a Lumezzane e in notturna con la Spal. Gianluca Savoldi appare trasformato dopo la stagione in prestito a Lecco e Paolo Andreotti è sempre più il leader di una squadra rinforzata dagli arrivi di Zattarin, Rossi e Baraldi in difesa e di Mauro Rosin in porta. Fondamentale anche l'innesto di Raffaele Quaranta a centrocampo che trascina la squadra anche a livello di carisma ed esperienza diventandone subito il capitano. I nerazzurri dopo un paio di battute a vuoto a Reggio Emilia e nel derby con il Livorno tornano in testa il 21 novembre con il 2-0 casalingo sul Lecco,  firmato dal colpo di tacco di Zattarin e da Moro nel finale. Purtroppo però dopo lo scontro diretto perso a Siena i bianconeri di Sala prendono il largo. A gennaio il Pisa acquista l'attaccante  Varricchio, subito un eurogol nel derby a Livorno, e il centrocampista Greco cedendo il giovane Tavano alla Rondinella. Il Pisa andò avanti in coppa e  dopo un periodo difficile ( tre sconfitte di fila con Modena, Brescello e Como) fece una grande rimonta in campionato da -11 a -2 nonostante il  lungo  infortunio accorso a Raffaele Quaranta. La rosa era competitiva ma corta e gli impegni infrasettimanali furono più un danno che un bene. Non bastò piegare il Siena in casa con un rigore di Savoldi davanti a 13mila spettatori, visto che la domenica seguente l'1-1 di Lucca chiude i giochi per il primo posto. Il Pisa intanto ha vinto la Coppa Italia di Serie C con il 3-0 in finale all'Avellino ed ha ipotecato il secondo posto battendo il Varese all'ultima giornata con una rete di Femiano. Proprio nella gara con gli irpini però si fa di nuovo male Quaranta e sarà un assenza pesantissima per la semifinale playoff contro il Brescello che un po' a sorpresa ha conquistato il quinto posto. Per la B possono bastare tre pareggi e  con una difesa che ha subito appena 23 reti, solo il Siena ha fatto meglio, il ruolo di favorita è d'obbligo.  

La grande beffa. L'andata si gioca a Reggio Emilia il 28 maggio 2000 con circa 6mila tifosi pisani che invadono il vecchio stadio  Mirabello. Pronti via e dopo 4 minuti Varricchio gira subito in rete un calcio d'angolo di Serra. Il Pisa però rallenta e nella ripresa si abbassa troppo subendo l'1-1 di Piccioni, appena entrato in campo, sempre su palla inattiva. Si rivede anche Quaranta che dopo esser subentrato a Varricchio subisce l'ennesima ricaduta e non conclude la partita. All'Arena il 4 giugno c'è il pubblico delle grandi occasioni e una coreografia imponente che coinvolge curva e gradinata. Il Pisa vuol subito chiudere la pratica e Varricchio coglie una traversa. La prima svolta in negativo arriva al 38' quando Greco commette un fallo a centrocampo e viene espulso dal fiscale Cruciani di Pesaro. Lo 0-0 può bastare ma il Pisa in contropiede può anche segnare. Savoldi, come a Lucca, ha sui piedi la palla che può cambiare il destino ma la fallisce davanti all'ex Sardini. Il Brescello non si scompone  e mantiene una condotta accorta con Pensalfini che spesso parte sulla fascia cercando di innescare il contropiede. I gialloblu restano in 10 per l'espulsione di Crippa al 77' che ristabilisce la parità numerica. Quando ormai sembra fatta il fratello d'arte Max Vieri al 90' scatta in dubbia posizione di fuorigioco e supera Rosin. La rete è valida e sul catino dell'Arena scende il gelo. La delusione è enorme e i rimpianti tantissimi. Resta una bella stagione, che però diventa incompiuta soprattutto per i troppi infortuni subiti durante il corso della stagione. L'amaro aumenta se si pensa al tentato illecito del Siena proprio nello scontro diretto dell'Arena Garibaldi che alla fine non venne sanzionato. Quel 4 giugno di fatto si rompe il giocattolo costruito l'anno prima da D'Arrigo con la partenza di tanti giocatori importanti, su tutti Paolo Andreotti, Quaranta, Savoldi, Varricchio e Rosin. 


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