Verona-Pisa 1993-94: uno 0-0 che illuse tutti

di Andrea Chiavacci
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I tifosi pisani a Verona
I tifosi pisani a Verona

​In quella che è la sua ultima gara giocata a Verona contro l'Hellas il Pisa conquista un ottimo 0-0 in chiave salvezza, ma le emozioni e le sorprese arrivano  dagli altri campi dove si lotta tra paradiso e inferno, soprattutto quello di Acireale dove si consuma una pantomima che a conti fatti costerà carissimo ai nerazzurri.

Inzaghi si ferma sulla traversa.  E' la tarda primavera del 1994 e si respirano i cambiamenti soprattutto nella politica italiana e il mondo da l'addio a un mito delle corse come Ayrton Senna e a uno della musica come Kurt Cobain,  con gli "strani" mondiali di calcio americani ormai alle porte. Quel 29 maggio il Pisa di Bersellini, terzo allenatore della stagione, va a Verona per giocarsi una gara fondamentale sulla strada salvezza nella penultima di campionato. Dopo la vittoria con l'Ascoli i nerazzurri sentono più vicino il traguardo e un pari contro i gialloblu che non hanno niente da chiedere al campionato non sembra utopia. L'orecchio però va anche alla radiolina per Cesena-Cosenza e Acireale-Bari dove si incrociano la lotta salvezza con quella promozione. Da Pisa partono quasi mille tifosi per una gara sempre sentita per la forte rivalità tra le due tifoserie. Bersellini un attacco punta su Muzzi, 8 gol arrivando a novembre ma non segna da un mese, e l'acerbo Lorenzini. Il Verona prova a fare la partita e i nerazzurri cercano di rispondere in contropiede. La gara non è a ritmi blandi ma sostanzialmente  vive di due sussulti: una bella parata di Fabbri su un tiro dal limite dell'ala destra nerazzurra Franco Rotella e una traversa di un certo Pippo Inzaghi, che proprio a Verona iniziava a prendere confidenza con il gol. Proprio Rotella prenderà un cartellino giallo pesante che gli costerà la squalifica per l'ultima giornata di campionato contro l'Andria. A fine gara lo speaker annuncia i risultati non ancora definitivi: Il Cosenza vince a Cesena ed è già salvo, l'Acireale sta pareggiando con il Bari e i siciliani sono sempre dietro al Pisa nella bagarre salvezza. In curva si fa festa. Arriva Romeo Anconetani a salutare i tifosi e qualcuno si lascia andare al classico chi non salta è livornese e chi addirittura al torneremo in Serie A.

Brutta sorpresa. ​Ad Acireale però non è finita. Alcuni tifosi a fine primo tempo entrano in campo e rubano le bandierine facendo così slittare la ripresa della gara, così quando a Cesena è finita il Bari è già in A. I galletti sono demotivati e così dopo altri 7 minuti di recupero l'Acireale va in gol con Lo Giudice. In campo entrano praticamente tutti e i tifosi nerazzurri apprendono la notizia mentre stanno uscendo dal Bentegodi. Pisa e Acireale sono comunque salve in quel momento. La domenica successiva però il Pescara vince a Cosenza e agguanta nerazzurri e granata a quota 35 ma supera entrambi nella classifica avulsa. Pisa e Acireale sono costrette allo spareggio di Salerno. A quel punto la storia la sappiamo  tutti ma è da quel pomeriggio di fine maggio e da quelle bandierine  che è iniziata la fine della gloriosa epopea di Romeo Anconetani e del Pisa Sporting Club.



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