Cuneo-Pisa 0-1. L'analisi del match

di Andrea Chiavacci
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Quella di Cuneo è la vittoria della sofferenza e dello spirito di sacrificio. Una gara decisa dal guizzo in avvio di De Vitis. Un buon primo tempo rovinato dall'espulsione per proteste di Masucci. A quel punto il Pisa ha saputo resistere anche se per forza di cose ha dovuto abbassare troppo il baricentro, faticando nel finale a ripartire e dare respiro a una difesa super impegnata, soprattutto sulle fasce,  che comunque ha protetto Petkovic che nel recupero compiva una parata decisiva su Dell'Agnello. Positivo l'esordio dal primo minuto del centrale Carillo al posto di Ingrosso che aveva rimediato una botta in allenamento. Bene il centrocampo con Gucher che adesso è maggiormente coperto da De Vitis ma anche da un Di Quinzio che per un'ora è stato bravo anche in fase di non possesso.

Avvio sprint, poi l'ingenuità di Masucci. Tatticamente questo campionato diventa un po' il festival del 4-3-3. Il credo di Gautieri e anche dell'allenatore del Cuneo Gardano, pescato in serie D dal Gozzano e che in queste prime partite sta facendo buone cose soprattutto in trasferta. Due squadre al momento simili e con un percorso strano per chi predica un gioco offensivo: subiscono pochi gol e fanno fatica a metterla dentro. Gautieri conferma per dieci undicesimi la squadra che ha battuto la Viterbese con la sola eccezione della new entry Carillo. Mannini parte di nuovo a sinistra nel tridente con Negro che inizialmente resta in panchina anche stavolta. I nerazzurri partono bene e provano ad aggredire il Cuneo soprattutto sulle fasce e con Eusepi che va sempre a pressare alto. Il Pisa porta più uomini in attacco e guadagna subito angoli e punizioni. Al 6' su una lunga rimessa laterale di Filippini da sinistra verso area di rigore, Eusepi fa il movimento giusto e di testa serve indietro, Di Quinzio lascia scorrere per De Vitis che con il mancino schiaccia a terra e batte Stancampiano. Un bel gol che per 37 minuti da sicurezza alla squadra. Il Pisa non fa calcio champagne ma finalmente vuol essere concreto. Accetta la battaglia e il calcio fisico del Cuneo,a cui non non concede niente nel primo tempo,  e sfiora il raddoppio con Eusepi che calcia debolmente su un'azione avviata da Gucher in verticale per Mannini, anticipato da Quitadamo che serve proprio l'attaccante nerazzurro. Re Umberto non si sblocca ma il suo lavoro di copertura e aiuto dei compagni è efficace ed encomiabile sia nel primo tempo che nella ripresa. Una ripresa giocata in 10 per l'espulsione di Masucci che protesta troppo dopo un'ammonizione. L'ex Entella ha esagerato anche se va detto che nel primo tempo Meleleo ha permesso troppo il gioco duro degli avversari lasciando correre in situazioni dove si poteva fischiare o estrarre il cartellino anche nei confronti di qualche biancorosso, Boni in primis. Non va però giustificato un gesto che ha rischiato di compromettere una gara.

Determinazione e fine del tabù in trasferta. Gautieri passa al 4-4-1 con Mannini esterno a sinitra e Di Quinzio che fa l'esterno a destra. Il centrocampista è bravo a sacrificarsi e fin quando resta in campo da una mano a Birindelli cercando di contenere Anastasia. Dall'altra parte Filippini soffre soprattutto Mobilio con il Cuneo che va spesso al cross ma al centro il Pisa si difende bene. Lisuzzo le prende tutte di testa malgrado subisca un colpo a inizio secondo tempo. Carillo non si fa tradire dall'emozione dell'esordio e gioca con personalità. Entra Zammarini al posto di Birindelli, out per i soliti crampi,  che fa fatica basso a destra e viene poi spostasto a sinistra quando entra Izzillo al posto di De Vitis. A quel punto Mannini torna a fare il terzino cercando di badare al sodo. Buono  l'ingresso di Maltese che recupera tanti palloni. La squadra si schiaccia troppo e sui tanti corner che batte il Cuneo corre qualche brivido. L'ex Provenzano prima alza di testa a un metro dalla porta dopo un'uscita a vuoto di Petkovic e poi coglie un palo esterno. Petkovic però si riscatta ampiamente a tempo scaduto quando salva sul tiro al volo ravvicinato di Dell'Agnello su un cross da destra di Zamparo. Sospiro di sollievo e tre punti d'oro. Alla fine meritati, visto che la squadra si è calata bene nello spirito delle classiche gare di serie C. Piedi per terra ma gioia comprensibile per Gautieri e la squadra. La strada è ancora lunga e si deve lavorare ancora su alcuni aspetti fondamentali per cercare di soffrire il meno possibile ed essere ancora più concreti in avanti. La squadra soffre molto sulle palle inattive anche se Petkovic non subisce gol su azione da Olbia. Intanto la squadra è cresciuta a livello caratteriale e qualche giocatore sta migliorando nella condizione. Infine è stato sfatato il tabù trasferta: Il Pisa non vinceva lontano dall'Arena dal 25 febbraio scorso con il 4-2 di Ascoli dove Masucci fu protagonista positivo con una doppietta. Ora la squadra sarà attesa da tre partite in sette giorni: Prato e Arzachena in casa, poi il derby di Lucca sono sfide che ci daranno risposte importanti. 


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