Gautieri, l'allievo di Zeman “troppo moderato”

di Lorenzo V.
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Già sul finire della scorsa stagione la dirigenza nerazzurra l'aveva detto più volte che quest'anno, oltre all'obiettivo di vincere, c'era quello di tornare a segnare e divertirsi. Il casting per la scelta del nuovo allenatore infatti è stata influenzata da questi fattori, optando poi per Carmine Gautieri, uno che è stato allenato e che ha appreso molto dal gioco di Zdenek Zeman, ossessionato dal teorema di fare un gol in più dell'avversario. Molto, ma non troppo (per fortuna verrebbe da dire). Infatti lo stesso Gautieri in una delle prime conferenze stampa, provò a raffreddare questo paragone dicendo di aver appreso molto, ma aver provato a cambiare altre cose, cercando di dare maggior equilibrio alla squadra e un assetto difensivo ben strutturato. Quest'ultimo aspetto infatti è stato la sua forza, ma allo stesso tempo la sua debolezza perchè se da una parte gli ha permesso, attraverso i soli tre gol subiti di cui solo due su azione (miglior difesa del campionato), di subire poco da qualsiasi avversario, di contro non gli ha permesso di garantire quella spettacolarità ed efficienza offensiva che ci si sarebbe aspettato da lui. E i paradossi non sono finiti in questa avventura nerazzurra di Carmine Gautieri perchè da un lato ci sono gli zero gol in 9 giornate della coppia Eusepi – Negro, il primo tenuto a furor di popolo nonostante le richieste della B e il secondo arrivato come acquisto più importante di tutto il campionato dopo i 17 gol della scorsa stagione a Matera, e dall'altro ci sono gli otto risultati utili consecutivi in campionato. Per assurdo però il destino del “Gaucho”, così veniva ribattezzato da giocatore, pareva quasi già segnato dopo la trasferta di Olbia specialmente per i molti tifosi che nell'ultimo anno avevano ingoiato tanti bocconi amari e pensavano forse di poter vincere tutte le 38 giornate con un paio di gol di scarto. La sensazione però è che Gautieri, che sicuramente avrà commesso molti errori, è che sia stato lasciato un po' solo in questa avventura in nerazzurro, magari non nelle “segrete stanze”, ma sicuramente agli occhi della gente. Poche volte si è sentita una conferma forte e decisa o una difesa ad oltranza della sua posizione, per un allenatore che, bisogna dirlo, non è mai riuscito a scaldare i cuori dei tifosi nerazzurri. Un carattere schivo e moderato come quello di Gautieri, profondamente diverso dagli ultimi vincenti Gennaro Gattuso e Piero Braglia, evidentemente non si integra bene nel periodo storico che sta attraversando il Pisa a meno che non arrivino sin da subito risultati e bel gioco. Adesso, in attesa della scelta del nuovo allenatore, ad Alessandria andrà in panchina il tecnico della Beretti Michele Pazienza, sperando poi che con l'arrivo del nuovo tecnico possa cominciare davvero la stagione del Pisa. 


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