Lucchese in forma e imbattuta da otto turni. Il Pisa però può farle male

di Andrea Martino
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Domenica 11 novembre, alle 16.30, il Pisa affronterà al “Porta Elisa” una formazione decisamente in forma. Per merito del Ds Antonio Obbedio e del tecnico Giancarlo Favarin (due ex nerazzurri: il primo era un grintoso mediano ed ha giocato a Pisa dal 2002 al 2004; il secondo è nato ed abita tutt’ora a Pisa, ed ha allenato la squadra per poche settimane nell’estate del 2015 prima dell’arrivo di Gattuso) la Lucchese si è guadagnata il titolo di sorpresa positiva della prima parte della stagione.

Mettendo per un attimo da parte gli 11 punti di penalizzazione, la classifica reale ci dice infatti che i rossoneri si trovano al quarto posto in classifica con 16 punti conquistati in 9 partite, due in più del Pisa. Un bottino ottenuto grazie ad un ruolino di marcia di tutto rispetto: dopo la sconfitta all’esordio con l’Arezzo, gli uomini di Favarin hanno inanellato una striscia di otto risultati utili, dei quali gli ultimi sono tre vittorie consecutive (contro Arzachena, Juventus U23 e Pro Piacenza). Questa serie positiva è frutto di un’impostazione tattica e tecnica per molti versi simile a quella data da mister D’Angelo al suo Pisa: l’organico rossonero, come quello nerazzurro, è stato costruito seguendo il precetto di sistemare degli elementi di esperienza in ciascun reparto, e attorno a questi inserire giovani dalle ottime potenzialità, per un’età media di 22,9 anni. Mister Favarin ha dato una forma ben precisa all’organico, modellandolo attorno a due impostazioni tattiche principali: il 3-5-2 ed il 4-3-3. I cardini sui quali si muove la formazione rossonera sono l’attacco degli spazi nelle ripartenze e la grande organizzazione in fase difensiva. Concetti, questi, che ricordano da vicino i precetti sui quali mister D’Angelo sta lavorando dal ritiro di Storo con buoni risultati sino alla sosta forzata in concomitanza con la nona giornata, quando il Pisa avrebbe dovuto incontrare la Pro Vercelli.

Ma quindi, se è vero che Pisa e Lucchese per molti aspetti si somigliano, perché i rossoneri hanno conquistato sul campo due punti in più rispetto ai nerazzurri? Sicuramente sul rendimento della squadra di là dal Foro hanno influito la buona sorte negli infortuni (Moscardelli, Masucci, De Vitis, Zammarini sono elementi di cui nessun tecnico farebbe a meno in Serie C) ed un calendario più favorevole. Le quattro trasferte consecutive (compresa la gara del “Porta Elisa”) non sono e non devono essere un alibi, però è innegabile che questa situazione di eccezionalità per un campionato professionistico qualche disagio nella gestione e nella preparazione delle gare lo ha provocato. Un conto è affrontare il Siena o la Virtus Entella fra le mura amiche, un altro è doverlo fare in casa loro. Inoltre, scorrendo i match disputati dalla Lucchese, ci si rende facilmente conto di come finora delle squadre più in alto in classifica abbia incrociato soltanto l’Arezzo e la Carrarese. Disputando entrambe le partite, peraltro, in casa. Da sempre gli incastri di calendario influenzano l’andamento di un campionato, ed il Pisa non è sfuggito a questa logica. Però proprio dalla gara di domenica potrebbe trarre la forza per imprimere alla stagione una svolta. I nerazzurri infatti forse per la prima volta negli ultimi dieci anni arrivano al match del “Porta Elisa” da sfavoriti: l’attuale andamento degli avversari e la loro condizione psicofisica suggeriscono proprio questo. Si tratta però di un derby, e molto spesso in gare così delicate chi si ritrova con le spalle al muro pesca energie e risorse insospettabili. Inoltre, fino ad oggi Gori e compagni quando si sono trovati di fronte avversari sulla carta alla portata hanno sempre fatto loro l’intera posta in palio: Cuneo, Pistoiese, Pro Piacenza e Gozzano.


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