Pisa-Foggia, il Punto Tecnico

di Black Dog
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Una partenza a sbranare l’avversario fino a tramortirlo, un arretramento eccessivo che gli permette di rientrare e poi nel secondo tempo la rottura del momento d’impasse con lucidità e grinta: così il Pisa ha scritto la vittoria sul Foggia.

PAROLA-CHIAVE: Lettura. Quella dei possibili o provocati errori del Foggia, che permette ai nerazzurri di vincere con un margine importante in vista del ritorno. Rino Gattuso alla vigilia lo aveva detto specificatamente di mirare ai punti deboli dei pugliesi, ovviamente anche cerando di farli sbagliare. Come è accaduto nei primi dieci minuti che hanno condotto all’1-0 e nel break della seconda metà della ripresa che ha permesso di confezionare il 4-2.

L’EPISODIO-SIMBOLO: Dopo una serie di contrasti vinti da una parte e dall’altra nei pressi dell’area pisana, Tabanelli intercetta un pallone all’altezza del mezzo cerchio e in quella frenesia si ferma un attimo, controlla e decide di sgusciare via tenendosi stretta la palla al piede per provare la ripartenza. Salta poi un uomo e innesca Avogadri, che lancia Mannini nell’azione in cui che ottiene il calcio di rigore del 4-2. E’ uno spaccato in cui c’è tutto l’autocontrollo dei giocatori del Pisa con esperienze di A e B miscelato alla cattiveria agonistica da squadra di Lega Pro, un binomio molto produttivo in partite delicate come quelle dei play-off.

ATTACCO Il tridente funzionale ai lanci da dietro. Sia nel 2-0 che nel 3-2 gli attaccanti del Pisa vanno a schierarsi in parità numerica a ridosso dei difensori ospiti, cercando poi di sfruttare l’uno contro uno su una spizzata o un rimpallo (vedi Cani che di prepotenza si scrolla di dosso l’avversario nel tiro che genera il 2-0 e l’assist di Mannini del 3-1). In fase difensiva, buono il lavoro di Mannini e Lores all’altezza delle mezzali, a formare una specie di 4-1-4-1 molto corto.

CENTROCAMPO Tutto gira intorno a Di Tacchio, vero difensore aggiunto davanti alla linea dei 4. Troppo una volta sul 2-0, secondo Gattuso che a bordo campo lo riprende in modo deciso. In modo eccellente nel più equilibrato secondo tempo, dove spesso ravvia l’azione con coraggio e sapienza anche a costo di qualche rischio (come in occasione della palla-gol di Iemmello sul 2-2). Una volta di nuovo in vantaggio, poi il trio della mediana si muove molto bene in orizzontale a tagliare le linee di passaggio del Foggia.

DIFESA Nei venti minuti in cui i pugliesi rimontano da 2-0 a 2-2 il baricentro troppo basso (di almeno 10-15 metri) mette in difficoltà i difensori nerazzurri,  costretti a mantenere la linea e niente più. Col girotondo delle punte e mezzali ospiti, infatti, non hanno né nessuno da marcare né la possibilità di chiudere sugli inserimenti improvvisi (escluso in parte Crescenzi, non è la gran rapidità sul breve la qualità della retroguardia pisana). Quando la squadra invece sta accorciata col baricentro più alto, ecco arrivare il gran mestiere, esemplificato da come Lisuzzo, pur permettendo all’imprendibile Iemmello di tirare, riesca a sbilanciarlo col braccio largo senza commettere fallo e aiutandosi correttamente col peso fisico.


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