Pisa-Latina, il Punto Tecnico

di Black Dog
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Squadra che non riesce a creare per l’intero primo tempo, aggressività e convinzione che portano al vantaggio e alla gestione dello stesso fino a un quarto d’ora dalla fine, un altro improvviso blocco fisico e mentale che porta a subire il pareggio e a rischiare la sconfitta: così il Pisa ha imbrattato il pareggio con il Latina.

PAROLA-CHIAVE: Luce. Quella che per la seconda giornata di fila si è spenta improvvisamente in tutta la quadra nel finale. Ma già nel primo tempo la  corrente era andata con troppa intermittenza, come se il peso di tutto quel che è accaduto fino a dicembre compreso e la necessità di rimediarvi avesse cominciato a logorare nervi e gambe.

L’EPISODIO-SIMBOLO: L’ingresso di Gatto. Quella che sulla carta è una mossa logica per non abbassarsi tropo (mantenere lo stesso schema inserendo un altro giocatore di qualità al posto di Tabanelli) si trasforma inaspettatamente in un boomerang: la squadra cerca improvvise verticalizzazioni come se la palla scottasse, consegnandola troppe volte agli avversari, che sembravano smarriti e invece prendono coraggio.

ATTACCO Reparto che riceve due sole palle pulite in tutto l’incontro e una la trasforma in oro aggredendo l’area piccola (Masucci va sul cross anche se non ci si arriva sorprendendo così il portiere e Manaj non si fa sfuggire l’occasione mostrando puntualità). Per il resto le punte sono penalizzate dai pochi palloni che arrivano dai lati, si sacrificano ma non possono vincere la battaglia fisica con i corazzieri laziali sui palloni alti.

CENTROCAMPO Impaurito, come se l’assenza di velocità della manovra mettesse il piombo ai piedi. Tabanelli prova a dare la scossa con la sua tecnica ma trova poco assistenza. La mediana è la chiave per aprire la partita con la verve al rientro dagli spogliatoi (è Verna ad allargare bene il gioco su Longhi nell’azione  dell’1-0). Poi quando dal 63’ col 4-2-3-1 gli avversari riescono a far girare bene la palla tra le linee, la stanchezza prende il sopravvento (Di Tacchio spesso con le mani sulle ginocchia, Verna a far segno che è in difficoltà) e cade il filtro (vedi Angiulli che si fa saltare da De Giorgio in occasione dell’1-1).

DIFESA Aiuta poco nella spinta, anche perché i laziali bloccano a doppia mandata la fascia di Mannini obbligando ad andare solo a sinistra, dove Longhi trova precisione nei traversoni poche volte (compreso però l’ottimo cross dell’1-0). Il reparto controlla bene finché gli avversari passano al 4-2-3-1, con Milanovic poco protetto in difficoltà sul breve e anche sui palloni alti (come sull’1-1), mentre Del Fabro non è al top.


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