Pisa-Spezia, il Punto Tecnico

di Black Dog
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Seppure con tante assenze  l’abilità di complicare da subito la partita all’avversario, la fatica di salire con più uomini a sostegno dell’attacco, la lucida resilienza nel finale quando l’emergenza diventa totale: così il Pisa ha scritto il pareggio con lo Spezia.

PAROLA-CHIAVE: Disciplina. Ferrea nonostante le gambe pesanti e le nebbie di un girone d’andata condizionato dall’assenza di una vera preparazione estiva. Non si spiega altrimenti come i ragazzi di Rino Gattuso tengano il campo con un solo difensore centrale di ruolo, un centrocampista sceso in campo nonostante al 30% (Lazzari), un debuttante assoluto come terzino e da metà secondo tempo anche un secondo debuttante più che come riferimento in mezzo al campo aveva un elemento sì esperto (Mudingaiy) ma con alle spalle appena una manciata di minuti in stagione.

L’EPISODIO-SIMBOLO: Proprio per quanto sopra detto, Daniele Mannini che fa una smorfia metà di stanchezza, metà di disappunto contro il destino quando intuisce che l’infortunio di Longhi lo obbliga a fare il terzino sinistro (era successo solo negli ultimi minuti con il Bari). Prima che a Rino Gattuso, il capitano nerazzurro obbedisce a quel grande attaccamento alla maglia che sente addosso e va a immolarsi sul più vivace degli avversari, Piccolo, che riuscirà a scherzarlo solo una volta e senza danni.

ATTACCO Condizionato dall’esigenza di allestire una squadra coperta fin dalla scelta del 4-4-1-1 iniziale e poi penalizzato dalle titubanze di Peralta, che sia come trequartista dietro Eusepi  (e in alcuni momenti a un tridente atipico con Golubovic e Mannini larghi sui rilanci del portiere) sia dopo a sostegno del doppio centravanti non riesce a dare profondità alla sua azione. Meglio nel finale la coppia Eusepi-Cani, che con i palloni lanciati lunghi sul finire della gara trova quella complementarità mancata a Cittadella: l’albanese spizza e crea varchi, Eusepi s’inserisce.

CENTROCAMPO A schermo della difesa con tutti e quattro gi elementi che oltre a spalmarsi in orizzontale si accentrano quando serve. Troppo schiacciato a protezione, però, non riesce a far salire velocemente la squadra quando recupera palla. Nel passaggio al 4-3-3 trova consistenza nella lettura delle azioni e nel mestiere di Mudingaiy, che salta la voglia di combattere anche del subentrato debuttante Favale.

DIFESA Ennesimo significativo passo in avanti di Del Fabro in personalità.. L’applicazione di Fautario inventato centrale difensivo è l’ennesima dimostrazione della capacità mentale di Gattuso nel tirar fuori il massimo dai suoi. Si balla un po’ sulle fasce perché qui la squadra ligure ha più rapidità e qualità, ma Longhi e un Birindelli senza paura nonostante al debutto non sbandano mai.


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Martedì 15 Agosto
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