Vicenza-Pisa, il Punto Tecnico

di Black Dog
articolo letto 391 volte
Foto

Tranquillo controllo per un’ora, il coraggio di azzardare una volta in superiorità numerica subito premiato, l’incredibile arretramento una volta che l’avversario azzarda il tutto per tutto: così il Pisa ha imbrattato la sconfitta sul campo del Vicenza.

PAROLA-CHIAVE: Smarrimento. E’ quello che improvvisamente pervade i nerazzurri dopo l’azione di rimessa sprecata da Manaj. Al di là dei cambiamenti tattici e delle sostituzioni, il modo con cui la squadra non è riuscita più a tener su il pallone e progressivamente ha difeso troppo bassa è sembrato figlio di una perdita di sicurezza collettiva e della mancanza di un punto di riferimento nell’improvvisa tempesta (come lo è sempre il capitano Mannini, assente per squalifica).

L’EPISODIO-SIMBOLO: La sopraccitata azione del possibile raddoppio di Manaj. C’è tutta l’ingenuità e la mancanza di cattiveria agonistica della formazione nerazzurra quando ci sono troppi giovani in campo, che hanno qualità (vedi la rete proprio dell’albanese)ma si perdono nelle cose semplici che il gioco del calcio richiede soprattutto nei momenti più delicati.

ATTACCO Martoriato dal gioco troppo fisico che l’arbitro permette ai veneti, fino all’1-0 si sa sacrificare sui palloni spediti in avanti, con costrutto, ruotando il giusto per dare meno punti di riferimento possibili. Il reparto risponde bene anche al cambiamento di Gattuso con l’ingresso di Manaj (4-3-3 che vara sul 4-2-3-1), poi nell’ultimo quarto d’ora non riesce a dare una mano in contenimento.

CENTROCAMPO Nel primo tempo è il cuore di una squadra che rischia poco, addormenta il match il giusto ed è più propositiva dei biancorossi locali, che anche in questa zona del campo esagerano con le maniere forti (in quanto tollerati). L’intelligente mossa di togliere Angiulli per provare a vincerla paga all’inizio ma poi si trasforma crudelmente in un boomerang quando nell’emergenza finale Gattuso è costretto a mettere Zonta con appena 3 minuti 3 alle spalle in Serie B e a spostare Verna niente meno che terzino destro, con Di Tacchio che a quel punto diventa un difensore aggiunto: a quel punto portare su palloni diventa un’impresa ardua.

DIFESA Il reparto più martoriato da infortuni e acciacchi se la cava nonostante l’ennesima versione inedita e per di più con il peso di un Lisuzzo assente da tre mesi al posto del migliore degli ultimi mesi (Del Fabro). Nell’uno contro uno i difensori nerazzurri concedono poco, anche sulle fasce. Poi quando la squadra si abbassa troppo e sono costretti a difendere nel cuore dell’area vanno un po’ in affanno, come capita dalla Serie A in giù in determinate circostanze (le fotografie di ciò sono al 76’ lo scambio Ebagua-De Luca e gran parata di Ujkani; Ebagua trasforma nell’1-1 anticipando Lisuzzo. Sarebbe ingiusto mettere la croce addosso a questi due elementi, esempi di stoicismo e che si sono ritrovati a giocare insieme per la prima volta in 60 minuti in uno scontro-salvezza).


Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI