Alessandro De Vitis: "Vedo uno spogliatoio affiatato e coeso. Servono poche parole e molti fatti"

di Andrea Martino
Fonte: Il Neroazzurro - 50 Canale
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Alessandro De Vitis
Alessandro De Vitis

Ospite negli studi di 50 Canale per la seconda puntata stagionale de “Il Neroazzurro” il centrocampista del Pisa Sporting Club Alessandro De Vitis. L’ex Spal e Latina si è soffermato su molti temi nel corso della trasmissione, passando dal suo collocamento tattico nello scacchiere predisposto da mister D’Angelo alle sensazioni sul campionato ormai alle porte.

Il numero 30 nerazzurro espone inizialmente il suo pensiero riguardo al caos ripescaggi in Serie B che si è risolto soltanto ieri sera con la sentenza che lascia invariato a 19 il numero dei club partecipanti al campionato. “Lo stallo che si è vissuto è stato veramente inusuale. Per tutta l’estate si è pensato soprattutto a leggere sentenze, fare ipotesi giuridiche, tralasciando il campo e mettendo da parte, ad esempio, la compilazione dei gironi e dei calendari di Serie C”. “Prendiamo atto della decisione del Collegio del Coni – conclude De Vitis sull’argomento – anche se penso che sia una sentenza sbagliata. Arrivati a questo punto sarebbe stato più giusto tornare a 22 squadre con tre ripescaggi in Serie B”.

Il centrocampista passa poi ad analizzare la rosa nerazzurra della stagione che sta per iniziare: “Abbiamo salutato molti giocatori importanti, ma già dalle prime uscite ufficiali in Coppa Italia si è visto un gruppo rinnovato in cui si respira un ottimo clima. Siamo molto affiatati, e più amalgamati rispetto allo scorso anno. Queste sensazioni dovranno essere confermate durante il campionato, ma già questa base di partenza è ottima”. “L’atmosfera che ho potuto vivere direttamente sulla mia pelle nella presentazione di lunedì è stata pazzesca. Non dobbiamo lasciar passare come scontata la presenza e l’amore del pubblico pisano, ma meritarlo e farlo crescere domenica dopo domenica”. “Dobbiamo essere bravi noi per primi ad evitare di caricarci di eccessive aspettative – prosegue l’ex Spal e Latina – l’anno scorso questo peso non ha fatto bene né alla squadra né alla tifoseria. Bisogna crescere settimana dopo settimana, puntando ad ottenere il massimo partita dopo partita senza fare calcoli o previsioni”.

Il centrocampista nerazzurro delinea il suo pensiero su Luca D’Angelo, sfruttando come metro di paragone la figura di un altro tecnico avuto qualche stagione fa a Ferrara: “Il mister mi ricorda molto Leonardo Senplici. A partire ovviamente dal modulo, che è lo stesso 3-5-2 utilizzato a Ferrara. Come Semplici, anche D’Angelo schiera sempre le due punte e gestisce il gruppo in maniera ottimale. E’ una sensazione che si rafforza ogni giorno, e mi auguro veramente che possa ripercorrere le orme dell’allenatore della Spal”. “Il nostro allenatore – prosegue De Vitis – è una persona molto schietta, che parla agli altri senza troppi giri di parole. Un giocatore apprezza sempre questo aspetto”.

Alessandro De Vitis si sofferma sulle sue caratteristiche personali, spiegando che “nasco mezzala, ed è il ruolo che sento maggiormente mio. Ho più occasioni di inserirmi e di arrivare in zona gol per calciare in porta. Ma tendenzialmente riesco a svolgere sia compiti difensivi che offensivi, mettendomi sempre a disposizione dell’esigenza del tecnico”. “Quest’anno, nonostante l’arrivo di un nuovo tecnico, partiamo avvantaggiati – prosegue il numero 30 nerazzurro – gran parte della squadra è rimasta immutata, soprattutto nel mio reparto, e non possiamo più avere l’attenuante del gruppo che deve conoscersi. Abbiamo idee tattiche molto chiare, e penso che lo abbiamo dimostrato nelle tre partite ufficiali disputate”. “Il mio spostamento sulla linea dei difensori è nata con l’emergenza numerica in ritiro – ammette De Vitis – in Coppa Italia me la sono cavata, in tanti mi hanno detto che sono anche andato parecchio bene. E’ una posizione in cui cambia molto l’atteggiamento e la preparazione alla partita, perché oltre alla gestione della palla si deve prestare attenzione alla marcatura e alla copertura degli spazi. Ma devo essere onesto: non mi è dispiaciuto, e sono a completa disposizione dello staff tecnico”.

Giocando più arretrato ovviamente mi distanzio dalla porta avversaria – commenta De Vitis – e questo probabilmente è l’aspetto del mio ruolo naturale che più mi manca. Per caratteristiche mi piace molto andare a ridosso dell’area avversaria e provare a colpire”.


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