Mario Petrone: "Nei playoff voglio il Pisa visto contro il Pontedera"

di La Redazione
Fonte: 50 Canale - Il Neroazzurro
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Nel corso della trasmissione Il Neroazzurro, in onda su 50 Canale, l'allenatore nerazzurro, Mario Petrone, ha toccato molti temi. Uno di questi è la necessità di avere un nuovo stadio, più funzionale: "I tifosi hanno bisogno di una casa nuova. Sotto questo aspetto la società fa bene a perseverare per ottenere questo obiettivo. La struttura è molto vecchia ed è un peccato nel 2018 avere ancora uno stadio nuovo. Credo sia giusto soprattutto per i tifosi che vivono sempre la squadra, allenatore, giocatori, dirigenti sono di passaggio. Inoltre la presenza di un centro sportivo sarebbe un primo passo importante".

A Pisa ha scelto di lavorare con lo staff precedente, portando con sè solo il match analyst: "Sono arrivato a tre giorni dalla partita con la Giana. Con quattro settimane di lavoro ho preferito lavorare da solo perchè il tempo materiale è pochissimo. Avevo bisogno del match analyst, perchè ho bisogno di lavorare prima su di noi e poi sulle altre squadre che affrontiamo. Vivo poco la città perchè il mio lavoro dura quasi tutta la giornata. Questa squadra deve credere di più nelle proprie potenzialità, ho preferito parlare da solo con tutti in modo che loro potessero avere un punto di riferimento in me. Con Rapacioli (allenatore dei portieri ndr) parlo molto perchè lui avendo il patentino di fatto svolge anche il ruolo di allenatore in seconda".

Sul suo rapporto con la squadra dice: "Mi piace stare sempre vicino alla squadra. Da ex giocatore so cosa si prova prima della partita e giocare in una piazza come Pisa non è facile perchè qualcuno inconsciamente può subire il peso delle tante aspettative. Con me devo dire che sotto questo aspetto, a parte Arezzo dove avevamo diffidati e abbiamo pagato anche l'infortunio di Lisuzzo, la squadra ha fatto sempre bene. Non c'è una chiave: in uno spogliatoio ci sono tanti profili caratteriali, per questo cerco di parlare con ognuno di loro singolarmente. Quello che mi interessa è come la squadra vive di gruppo. Questo è un gruppo sano, fatto di bravi ragazzi che devono essere sostenuti. Sta a me tirare fuori il meglio da loro, mi stanno seguendo e si stanno allenando al massimo. Dobbiamo farci trovare pronti per la prima partita dei playoff, anche se non sarà facile".

A Livorno la sconfitta più bruciante: "Conosco la categoria, come lavorano le altre squadre. Con 15 punti magari perdevi il campionato per un punto, perchè eri dietro a due squadre però di sicuro potevi mettergli molta pressione. Nel derby la squadra ha giocato, abbiamo commesso degli errori. Gli episodi ci hanno girato contro ma la prestazione non è stata sbagliata. Il secondo tempo lo abbiamo fatto nella metà campo del Livorno. Nei primi otto minuti siamo arrivati in porta tre volte. Il rammarico è più per il fatto di aver raccolto zero, nonostante la prestazione. Di sicuro la componente che non dobbiamo sbagliare è la concentrazione nella fase difensiva, di non possesso palla. Il difensore deve uscire fuori con carattere e personalità".

Petrone non vede analogie con il Pisa che due anni fa vinse i playoff: "Non faccio mai paragoni. La squadra di due anni fa era completamente diversa da questa. Basta pensare solo alla fisicità che aveva quella squadra. Il giocatore più alto che abbiamo è il portiere. Durante i playoff dobbiamo sfruttare le altre caratteristiche che abbiamo. Non possiamo concederci un giocatore che non ha 90' nelle gambe, o almeno 75', il primo doppio confronto si gioca in tre giorni e bisogna gestire bene la trasferta. Speriamo di giocare la sera. Abbiamo Mannini che è appena tornato, Lisuzzo è acciaccato e anche Ferrante ha un piccolo affaticamento".

Il pubblico sarà come al solito un fattore importante: "Per noi i tifosi sono un altro giocatore in campo. Sappiamo benissimo che non ci faranno mancare il loro apporto anche in trasferta e il nostro compito è quello di gratificarli. L'importante è che i ragazzi diano sempre il massimo"

Su Ingrosso e Mannini: "Ingrosso lo aspettavamo, è stato molto onesto nel dirci le sue sensazioni. Poteva giocare anche a Livorno ma non aveva la gamba per quella partita. Per me Mannini non è fonte di discussione, lo volevo tre anni fa a Ascoli come esterno sinistro di centrocampo. Il giocatore ama giocare a sinistra e si mette a disposizione quotidianamente, per me questo è un valore aggiunto. Io devo sfruttare le sue caratteristiche e cercherò in tutti i modi di valorizzare le sue qualità. Non è escluso che a seconda della gara possa anche impiegarlo basso". 

Per Petrone l'aspetto più importante è la mentalità: "A noi interessa poco il secondo o il terzo posto. La cosa importante è che la squadra abbia acquisito la giusta mentalità. La squadra si sta impegnando molto anche nel fraseggio. Sono contento di quello che stanno facendo. Noi lavoriamo su un modulo che vogliamo portare avanti, i ragazzi sotto certi aspetti sono stati quasi impeccabili, c'è la voglia di dimostrare, di giocarsela fino alla fine. Questa è la chiave del successo, la cattiveria agonistica, la voglia di lottare su ogni pallone, per poi far prevalere la nostra qualità. Questa squadra ha subito gol a difesa schierata. Non abbiamo le caratteristiche per giocare di ripartenza. Dovresti avere attaccanti abili ad attaccare gli spazi. Noi dobbiamo essere quelli visti col Pontedera. Il resto non mi interessa, dobbiamo solo gestire il ritorno al primo turno". 

Lisi si è rivelato un innesto di qualità: "Sfruttiamo nel caso di Lisi le caratteristiche fisiche che ha: è un giocatore che ama attaccare gli spazi, ce l'ha nel suo DNA. La nostra squadra a volte é un po' troppo frenetica nel concludere l'azione, ci sono dei momenti nella partita che vanno gestiti meglio. Nei playoff dobbiamo avere sempre l'atteggiamento giusto, non avendo il classico ariete bisogna essere bravi a entrare nelle difese in un altro modo. A Livorno siamo andati con due soli difensori di ruolo. In difesa siamo contati. Negli ultimi 30 minuti ad Arezzo abbiamo fatto bene, tenendo il pallino del gioco con un trequartista però il tempo per lavorare è poco. Giannone è entrato benissimo in quel ruolo, Maza si è espresso su livelli accettabili e si sta allenando bene. I ragazzi hanno cambiato ritmo anche se potrebbe essere tardi, però questo mi fa essere fiducioso".

Secondo il tecnico campano l'aspetto caratteriale è qualcosa che può essere allenato: "Non tutti riescono a percerpire da subito quello che chiede una tifoseria passionale come la nostra. Poi puoi trovare un avversario che sta meglio di te e perdi la partita però la squadra deve scedere in campo sempre come abbiamo fatto con il Pontedera. L'impegno che hanno messo in quella settimana è stato settimanale. Le mie squadre devono essere così. L'aspetto caratteriale è qualcosa che va allenato. Sono venuto a Pisa con un organico già fatto. Io devo essere bravo a far rendere i giocatori che ho al massimo. Il gruppo è questo e devo trovare la chiave giusta. Non mi interessa chi sarà il nostro avversario. Io voglio evitare la non prestazione. La prestazione va cercata e voluta, per il resto possiamo trovare chiunque".

L'esempio da seguire per i playoff è chiaro: "La gara col Pontedera deve essere il nostro modello di riferimento: è l'unica che non gli ho fatto rivedere, perchè loro sono consapevoli di quello che possono fare. Gran parte delle squadre che giocano nei playoff attuano quel modulo. La rivedremo la prossima settimana".

Sulla coesistenza fra Lisi, Di Quinzio e Mannini: "Possono coesistere tutti e tre perchè sugli esterni giochiamo molto e c'è grande dispendio di energie. Il problema è trovare la giusta alchimia. Abbiamo anche giocatori come Giannone e Maza che a partita in corso possono essere devastanti. Maza ha delle qualità che in categoria hanno in pochi, deve convincersi delle sue qualità. Dobbiamo dare continuità ora non possiamo più sbagliare".

Col suo arrivo Eusepi è tornato a esprimersi su ottimi livelli: "Eusepi non lo scopro io. Di sicuro giocare a due davanti, con due esterni offensivi aiuta molto gli attaccanti. In categoria è un giocatore importante, ha già vinto a Pisa un campionato e conosce benissimo questi momenti in una piazza come Pisa. Ci sta dando quel qualcosa in più che ci serve ma lo sta facendo anche grazie al lavoro della squadra che lo supporta nel modo giusto".

Esclusa la possibilità di un centrocampo a tre: "Un centrocampo a tre senza un metodista per il mio modo di vedere il calcio non si può fare. Per questo dobbiamo fare un calcio di palleggio. Per quanto riguarda il modulo non avendo almeno tre difensori non è possibile fare la difesa a 3. La coperta è corta in determinate parti del campo, il lavoro nostro è quello di non evidenziare queste problematiche. La squadra deve essere brava a occupare gli spazi, il nostro non è un semplice 4-4-2 perchè cambia anche in base a quello che è l'avversario":

Nel ruolo di seconda punta si stanno alternando con buoni risultati Masucci e Negro: "Masucci e Negro hanno caratteristiche simili. Negro ha più capacita di sterzata, Masucci più esplosività ma quello che vorrei vedere e non ho avuto la possibilità e farli giocare insieme a Eusepi, in un 3-4-3 che non possiamo fare perchè ci mancano gli uomini in difesa. Valutiamo alcuni cambiamenti, domenica faremo un'altra amichevole: faremo qualche piccolo accorgimento: determinati meccanismi vanno provati in gare amichevoli. Purtroppo la carenza numerica in difesa sta condizionando un po' le scelte". 

Birindelli e il problema dei crampi: "Il problema dei crampi di Birindelli mi condiziona relativamente perchè un cambio devo comunque tenerlo per gli ultimi 15'. Con lui mi sono arrabbiato a Livorno perchè si vedeva che non stava bene. E' capitata quella situazione e non capiterà più. Appena avrà un problema lo sostituerò. E' un giocatore giovane, non lo fa per cattiveria ma per generosità. Siamo questi e dobbiamo fare di tutto per raggiungere l'obiettivo. Setola ha tutta la nostra fiducia, ha gamba, deve migliorare sotto certi aspetti ma lo sa. Il contatto con i ragazzi per me è fondamentale: loro sanno che sono tutti importanti".

Con la società un buon feeling: "Ho trovato una società fatta di persone serie che operano da imprenditori, pensano già a quello che devono fare in un futuro prossimo. Il confronto è fondamentale, il presidente è una persona onesta, sincera col quale è un piacere parlare. Giovanni si sente anche un po' responsabile della squadra, forse anche in maniera esagerata perchè è il secondo anno che fa questo lavoro. Anche lui però è fiducioso perchè vede lavorare bene la squadra. Si cerca di non far mancare nulla alla squadra che è quella che deve gratificare le scelte societarie e dare una soddisfazione alla città"

Sulle ultime esperienze poco fortunate: "Cerco sempre di trarre vantaggio dalle cose negative. Ad Ascoli il dispiacere più grande è stato quello di non aver avuto la possibilità di salvare quella squadra. A Catania ho lasciato un anno e mezzo di contratto, non era il momento di andare a Catania, dove ho trovato una situazione diversa da quella che mi era stata prospettata. C'erano delle componenti che ci impedivamo di raggiungere la Serie B, per questo ho preferito fare marcia indietro. Per me l'onesta intellettuale prevale su tutto".

Fiducia nel recupero di Lisuzzo: "Lisuzzo ha preso questo pestone forte all'alluce e lo sta condizionando molto, però sotto questo aspetto lo conosciamo: farà di tutto per esserci. Per noi è una risorsa fondamentale e lo dobbiamo gestire quotidianamente. Filippini ha avuto un problema alla pianta del piede, è in ripresa: ha avuto una settimana di lavoro differenziato. De Vitis ad Arezzo aveva avuto una piccola contrattura ma ora sta bene. Voltolini è un ragazzo caratterialmente fatto, ha le sembianze di un marines. Sta facendo bene, per noi il problema del portiere non esiste".

Su Izzillo e Gucher: "Izzillo lo conosco da quando era piccolo, è un ragazzo di prospettiva che ha grandissime potenzialità. Ad Arezzo ha giocato condizionato anche dalla diffida, sono convinto che dirà la sua in queste partite. Per il modo in cui stiamo giocando Gucher è una garanzia di equilibrio e la squadra lo sa. Stiamo lavorando sulle coppie per cui so come rimpiazzarlo in caso di sua assenza". 

A Petrone non dispiacerebbe ritrovare il Catania: "Sarei contento di trovare il Catania, perchè io lì' sono stato bene. Mi farebbe piacere, magari in semifinale e non in finale. I playoff sono difficili perchè è più pericolosa quella che ci è arrivata bene nell'ultimo periodo, un po' come il Como o il Pisa due anni fa, che recuperò Tabanelli, Mannini, Di Tacchio e non era la squadra degli ultimi mesi di campionato".


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