105 anni di Pisa, l'universo parallelo di Etruria, Pisa Fbc, Alfea e Gerbi Pisa

di Black Dog
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Oltre allo Sporting Club (e successive emanazioni) sono esistiti altre 4 squadre pisane. Una delle quali ha disputato ben 4 derby cittadini di campionato. Ma andiamo con ordine, ricordando che se le cose fossero andate in un altro modo oggi il calcio pisano festeggerebbe 107 anni di passione biancorossa oppure 106 anni di epopea giallo-azzurra (o addirittura 103 anni di storia granata).

ETRURIA Non c’è una data di nascita certa per questa sodalizio creato dai dirigenti della Polisportiva Forza e Coraggio, impressionati dalla passione per il calcio di molti ragazzi iscritti. Maglia a quarti biancorossi, probabilmente nasce nel 1907, e nel 1908 nel torneo Nazionale di Pisa perde 3-0 con una squadra di Lucca ma batte l’Fbc Spezia 2-0. Chissà, forse se avese vinto questo torneo sarebbe rimasta questa la squadra di Pisa. E’ comunque la vera mamma del calcio pisano, perché pochi anni più tardi dall’Etruria nascerà il sodalizio attuale col nome di Pisa Sporting Club.

PISA FBC Attiva dal 1907, questa squadra ufficialmente viene fondata il 1° gennaio 1908. E sancisce la nascita del calcio pisano a livello nazionale, essendo una delle 6 toscane (e tra le appena 52 in Italia) ad essere affiliata ufficialmente alla Figc. Maglia a quarti biancoazzurri, il Pisa Foot Ball Club vince la Coppa Mungai a Livorno (decisivo il 2-0 ai labronici dello Spes). Poi cambia colori con una maglia a strisce verticali giallo azzurre per la partecipazione al campionato. Due stagioni di categoria toscana terminate all’ultimo posto del girone a tre con 0 punti all’attivo. Può essere considerata il nonno del calcio pisano, perché il primo sodalizio ad avere riconoscimento nazionale. I pessimi risultati portano però presto alla fine del Pisa Fbc e i giocatori confluiranno nell’Alfea Fbc.

ALFEA Nata nel 1911, l’Alfea (maglia granata e pantaloncini neri) è subito costretta a fare i conti con la presenza del Pisa Sporting Club, che in poco più di 2 anni di attività non ufficiale si è migliorato costantemente, pronto ormai a cimentarsi in campionato. Nasce la leggenda della “partita della vita”: chi perde sarà costretto a comparire. Sotto un vero e proprio diluvio che si scatena dopo l’intervallo, per un quarto d’ora (dal 65’ all’80’) l’Alfea si appresta a scrivere la storia. Ma l’1-0 di Eschini al 65’ viene ribaltato dal Pisa Sporting Club in 5 minuti (80’ e 85’). L’Alfea può essere così considerato il padre del calcio pisano, la cui uccisione metaforica (come da mitologia e psicologia) è necessaria al giovane per crescere e affermarsi.

GIOVANNI GERBI E’ il fratellastro del calcio pisano, che per 8 anni prova a rompere le scatole per al Pisa Sc buscandone sempre. Scende in campo dal 1914 con indosso una maglia splendida, rossa con la croce pisana cucita in bianco sopra il cuore. Il circolo sportivo che dà vita al sodalizio sportivo prende il nome da un famoso ciclista di quei tempi, nativo di Asti e detto il Diavolo Rosso. La rosa è composta soprattutto solo da pisani e giocatori delle province vicine. Dal 1920 al 1922 sfida il Pisa Sc in 1° Categoria Toscana, perdendo senza appello tutte e 4 le stracittadine (in casa all’Abetone sempre 1-4, in trasferta all’Arena Garibaldi 2-8 e 0-4). Retrocesso in Promozione Toscana, il Gerbi tenta un’immediata risalita ma fallisce l’obiettivo e nel 1922 scompare per motivi economici.


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