Samuele Birindelli: "Nedved il mio idolo da sempre. Ci sentiamo pronti per i playoff"

di Marco Pieracci
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Samuele Birindelli
Samuele Birindelli

Su Tuttosport in edicola oggi interessante intervista a Samuele Birindelli, definito dal quotidiano torinese come un terzino dal futuro assicurato. "Mamma Silvia non voleva che nè il sottoscritto nè mio fratello Matteo, che pure lui veste la maglia del Pisa, nell'Under 16, giocassimo. Non ama tutto ciò che ruota intorno al calcio, anzi. Quindi ha sempre provato a farci fare altro come nuoto e basket. Riuscivamo in tutto ma alla fine abbiamo scelto il calcio. A Torino ho fatto un anno con la Soccer School Juventus e l'anno dopo mi prese la Juventus nei Pulcini. Fu bello perchè nemmeno babbo lo sapeva, un giorno arrivò e gli dissero: "Ma Birindelli Samuele è tuo figliolo?". E lui rispose di sì, chiedendo il motivo della domanda. La mamma non gli aveva detto niente. Rimase spiazzato. Poi babbo finii la carriera a Pisa e quindi venimmo qui e un po' soffrii. Miò papà mi fece cominciare da una squadra dilettantistica e mi resi conto della differenza. Poi sono approdato al Pisa 6 anni fa. Non mi è mai pesato fare gli allenamenti per cui c'è passione e divertimento: fino a quando non mancheranno vorrà dire che posso esprimermi al meglio. Quello che mi spingeva i primi anni era l'idea di poter giocare in uno stadio con i tifosi, essere acclamato. Sono sempre andato allo stadio. Mi ricordo qualche giro di campo, i bimbi di Van Der Sar e Camoranesi. Non capivo che ero in una situazione privilegiata anche perchè i miei mi hanno sempre insegnato a guadagnarmele le cose. Anche un giochino arrivava solo se avevo preso un bel voto o avevo fatto bene a calcio. Di quei tempi la cosa bella è che a Torino, in classe, erano tutti del Toro i miei compagni ma non mi prendevano mai in giro, mi rispettavano".

Proprio a Torino, l'esordio tra i professionisti: "Punto a gare sempre più importanti. Il momento più intenso è stata la Coppa Italia a Torino contro il Toro la scorsa stagione. Fu la mia prima partita vera tra i professionisti. Sino a due minuti prima della partita mi tremavano le gambe, avevo i brividi, infatti al 60' sono crollato e uscito per la tensione. Dovevo marcare Martinez, molto veloce. La difesa però resse bene e chiudemmo i 90' 0-0 per perdere ai supplementari".

Sulla posizione in campo: "Ho sempre fatto l'esterno alto. Per cui Nedved era ed è ancora il mio idolo. Sono innamorato di Pavel. Da piccolo mi ero fatto crescere i capelli lunghi e giocano con la fascetta. Due anni fa mi hanno arretrato e come esempio ho babbo. Non viene mai allo stadio, vede le gare su Wyscout, poi caso mai mentre si guarda una partita di alto livello e c'è una situazione simile a una che ho vissuto mi fa riflettere. Ci prendiamo un po' in giro e il mio sogno sarebbe vincere la Champions con la Juve: lui non c'è riuscito. A parità di età dicono che sia più forte io. Lui mi massacra, difficile che mi faccia un complimento ma prima o poi riuscirà a fargli dire 'bravo'. Una volta si è fatto scappare con amici che potrò arrivare in alto. Vediamo!"

Intanto, tra una settimana, i playoff: "Li stiamo preparando al meglio e ci sentiamo pronti. E' stata un'annata in cui abbiamo incontrato squadre che giocano un buon calcio, non solo le big ma anche Arezzo e Prato. L'aria che si respira qui è unica. Vai a giro e non un dio ma sei speciale. La città chiede tanto perchè dà tanto".


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