Il doppio ex Ciro Capuano: "Conservo soltanto ricordi felici di Pisa. La Lucchese è la sorpresa di inizio campionato"

di Andrea Martino
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Ciro Capuano
Ciro Capuano

81 presenze in gare ufficiali in maglia nerazzurra fra il 2001 ed il 2004. Un'esperienza che gli ha consentito di spiccare il volo verso la Serie B e la Serie A, categoria abbandonata soltanto nel 2014. L'ultima parentesi nel calcio professionistico vissuta con la maglia rossonera della Lucchese, con cui ha collezionato 66 presenze. Ciro Capuano è un freschissimo doppio ex dell'atteso derby del Foro in programma domenica 11 novembre al "Porta Elisa", avendo chiuso la carriera da calciatore professionista proprio con il club della "pantera". Lo abbiamo raggiunto per introdurre il match fra Pisa e Lucchese, e anche per ripercorrere alcuni aneddoti dei suoi trascorsi nelle due piazze.

"Servii io il pallone a Fialdini. Poi Jimmy fece una giocata delle sue e pescò Massi Varricchio in area di rigore, che piazzò la zampata del 2-1 finale". Il nastro della memoria dell'ex terzino campano si riavvolge fino al derby disputato all'Arena Garibaldi il 17 novembre 2002 (vinto 2-1): "Quella squadra era fortissima. Maurizio Mian e sua madre Gabriella Gentili avevano costruito una vera e propria corazzata, che avrebbe meritato sicuramente la promozione in quella maledetta finale di Bergamo": "Con le disponibilità economiche di quella proprietà - ammette - chissà cosa sarebbe potuto accadere se avessimo centrato la promozione in Serie B". Il ricordo e l'affetto per la città della Torre sono ancora molto forti: "Da Pisa sono partito per il mio percorso nel calcio professionistico. E' una piazza strepitosa, mi ha dato tutto. Ogni anno spero che sia quello buono per il ritorno in B, perché per ambiente, blasone, passione e seguito merita di stare stabilmente almeno in cadetteria".

Il rammarico di Capuano è quello che accomuna l'intera tifoseria nerazzurra: "Purtroppo nel corso degli anni non c'è mai stata continuità e stabilità societaria. Pisa ha sofferto troppo". La fiducia e la stima verso l'attuale proprietà sono però molto forti: "Il presidente Corrado, la proprietà e la dirigenza di oggi mi sembrano però in netta discontinuità con il recente passato. Hanno le idee chiare, economicamente sono molto forti e soprattutto hanno posto al centro del dibattito il progetto del nuovo stadio. Credo che quest'ultimo possa realmente essere il trampolino di lancio per le ambizioni della piazza. Mi auguro che il club ed il comune possano centrare questo obiettivo, perché potrebbe rappresentare la svolta definitiva in positivo".

Ci spostiamo di pochi chilometri, attraversiamo il Foro, e arriviamo a Lucca, dove Capuano ha chiuso la sua carriera al termine della scorsa stagione. "Sono stati due anni veramente importanti e intensi. Nel primo anno abbiamo realizzato una vera e propria impresa, sfiorando l'approdo alla semifinale dei playoff contro il Parma. L'anno scorso abbiamo invece centrato una bella salvezza". Nel corso dell'estate il doppio cambio di proprietà, con Arnaldo Moriconi che prima ha ceduto il club a Fabrizio Lucchesi, per poi ritornare sui suoi passi e scongiurare così il fallimento del club. "Non voglio girare il coltello nella ferita. Credo che tutti siamo a conoscenza delle persone che erano arrivate a Lucca, e dei problemi creati nei mesi estivi. Difatti nell'ambiente rossonero la penalizzazione in classifica era una notizia conosciuta e attesa. 11 punti in meno in classifica sono tanti, ma se si pensa all'Arezzo dello scorso campionato ci si rende conto che sia una sanzione congrua. La società farà ricorso, ma dubito che la penalizzazione possa subire uno sconto sensibile".

Nonostante le vicende extracalcistiche, la Lucchese di mister Favarin si è ritagliata il ruolo di sorpresa della prima parte del campionato. "Sul campo sarebbero terzi con 16 punti. Il mister, insieme al direttore Obbedio, ha costruito una squadra molto interessante, costituita principalmente da giovani che sicuramente nei prossimi anni giocheranno stabilmente in B, forse anche in Serie A. Sviluppano un ottimo calcio e scendono in campo con la mente serena". Un aspetto questo che, secondo l'ex terzino nerazzurro, potrebbe rivelarsi molto importante nel derby di domenica: "Anche in virtù della penalizzazione in classifica, la Lucchese avrà molto meno da perdere rispetto al Pisa. Sono sicuro che giocheranno a viso aperto, avendo le armi per fare male ai nerazzurri. Il derby è sempre una partita particolare, dove gli stimoli nervosi spesso sopperiscono al deficit tecnico". L'idea di Ciro Capuano sul Pisa è molto precisa: "Il Pisa è una grande squadra. La inserisco fra le cinque-sei più attrezzate del girone. Però mi sembra ancora una squadra poco quadrata. Mister D'Angelo sta facendo un grande lavoro, ma la squadra ancora non è arrivata a sviluppare a pieno la sua idea di gioco. Il rendimento non è ancora costante, ma è un fatto comprensibile vista l'incertezza che regna nel campionato". "Domenica scorsa i nerazzurri hanno perso con una squadra chiaramente costruita per la Serie B - prosegue - costretta però a scendere in campo in C. Gli altri club invischiati nel caos ripescaggi dovranno recuperare moltissime partite e saranno obbligati a giocare ogni tre giorni per molti mesi. E' un fattore che sicuramente influirà su tutto il campionato, e per questo credo che le sorprese finali non mancheranno".

In chiusura l'ex difensore di Pisa, Lucchese, Bologna, Catania, Palermo e Akragas ci spiega che la sua ambzione è quella di rimanere nel mondo del calcio. "Adesso sto facendo esperienza a Pietrasanta, in un ambiente molto stimolante e ricco di potenzialità. Abbiamo imbastito una collaborazione con il Pisa nell'ambito del settore giovanile, che è il mondo nel quale vorrei affermarmi. L'anno prossimo frequenterò il corso da direttore sportivo, e poi vorrei iniziare la mia carriera con i ragazzi, perché credo che il calcio italiano debba essere ricostruito partendo dalle basi".


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