Pisa-Benevento 0-3. L'analisi del match

di Andrea Chiavacci
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Un film già visto. Le ultime gare casalinghe del Pisa sono quasi in fotocopia. La retrocessione era ormai sicura da dieci giorni ma il pubblico, grande anche ieri sera, meritava un altro tipo di congedo. Il Benevento, adesso si giocherà la A ai playoff,  sicuramente era più motivato e il 0-3 è forse eccessivo. L'Arena doveva essere il fortino su cui costruire la salvezza e invece nel girone di ritorno i nerazzurri hanno vinto solo al debutto contro la Ternana e perso ben 5 volte su 11 gare, segnando appena 5 reti. L'era Gattuso, applaudito da tutta la tifoseria,  si chiude come nessuno avrebbe voluto. Adesso la società è chiamata a voltar pagina fin da subito per cercare l'immediato ritorno in B.  


Poca fame.  Per la sua ultima gara in uno stadio che lo ha amato per due anni Gattuso deve fare i conti con i soliti infortuni. Alla lista si aggiungono gli indisponibili Lisuzzo e Birindelli oltre allo squalificato Crescenzi che era tornato in campo a sorpresa contro lo Spezia. Ventunesimo Pisa diverso nel girone di ritorno ma la musica non cambia. Si parte con il 4-3-3 con Mannini esterno d'attacco a sinistra, il ruolo a lui più congeniale , e Lores Varela a destra. Manaj torna al centro dell'attacco e anche in questa occasione non sfrutterà al meglio le poche, ma comunque concrete, chance avute a disposizione per segnare. In mezzo si rivedono Verna e Di Tacchio con Zammarini che stavolta ha deluso. La difesa dopo aver retto nel primo tempo, giocato da tutti e 22 al piccolo trotto, è crollata nella ripresa sotto i colpi di un Benevento non irresistibile ma paziente e capace di far male a inizio ripresa, prima con Puscas e poi con una prodezza di falco. I centrali Milanovic e Del Fabro sono andati in grossa difficoltà, così come Longhi e Golubovic sulle fasce. Il 3-0 dell'ex Ceravolo a tempo scaduto è una punizione troppo severa, soprattutto per Cardelli che nel primo tempo era stato molto bravo nel deviare sulla traversa un colpo di testa di Camporese. I nerazurri perdono anche il primato platonico di miglior difesa in favore dello Spezia. La sensazione è che dalla gara con il Latina la squadra è apparsa svuotata e incapace di reagire al primo colpo subito. Anche con il Benevento: i primi 5 minuti del secondo tempo si era intravisto qualcosa di buono, poi dopo il gol si è spenta la luce e un minimo di reazione c'è stato solo dopo il raddoppio della squadra di Baroni. Qualche pallone in mezzo Mannini lo ha messo ma Manaj e Verna al momento di concludere hanno pasticciato sotto porta.


Ripartire subito. ​ Adesso si deve subito pensare alla prossima stagione ma questa non va cancellata. Bisogna far tesoro degli errori commessi e capire dove porre rimedio. Scegliere i giocatori da confermare e affiancare nomi di categoria, sia giovani che esperti, per porre le basi al riscatto immediato. La prima scelta fondamentale è quella dell'allenatore. Sono tanti i profili presi in esame. La società deve scegliere un allenatore che la convinca. A volte le idee contano più dei palmares . Semplici prima di andare alla Spal non aveva ancora vinto nulla ma di esempi in questa direzione ce ne sono molti. La società non poteva ribaltare tutto come un calzino in pochi mesi, ma adesso affronterà la prima vera grande prova da inizio stagione e fin da subito serve il segnale di un cambio di passo quanto meno per gli affari di campo. I progetti extra andranno avanti, come il restyling dell'Arena Garibaldi, e questo è già un buon segnale. Adesso servono quei giocatori "pesanti" per vincere il campionato a cominciare da un attaccante che faccia la differenza. La carenza in zona gol è stato il macigno messo sulla bilancia di questa infausta stagione. Se consideriamo che capitan Mannini è il capocannoniere della squadra con 4 reti e Umberto Eusepi, adesso in prestito all'Avellino, con i suoi 3 gol all'andata è la punta di ruolo più prolifica abbiamo già detto molto. All'andata appena 7 gol fatti in totale dalla squadra, al ritorno 16. Sempre troppo pochi, se si considera poi che a quota 8 il pisa c'era arrivato alla sesta dopo a scorpacciata illusoria di Ascoli. Gattuso ha anche le sue responsabilità sulla seconda parte di stagione ma giustamente è stato ringraziato per quanto fatto in questi due anni, visto che non ha fatto solo l'allenatore.   Adesso si apre un nuovo capitolo per i Corrado che dovranno cercare di dare finalmente delle soddisfazioni a una  tifoseria che negli ultimi 25 anni ha ingoiato troppi bocconi amari.


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