Walter Novellino a La Gazzetta dello Sport: "Ingiusta la penalizzazione, ma vogliamo la salvezza"

di La Redazione
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"Sono orgoglioso di lavorare vicino a casa, una cosa che ho sempre sognato. Peccato che non ci siano più i miei genitori: sarebbero orgogliosi di me. Pensi che qui mi chiamano Walterino o Walteruccio”.

Esordisce così, nella lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il tecnico dell'Avellino Walter Novellino, prossimo avversario del Pisa nella gara che si giocherà lunedì pomeriggio alle 18 all'Arena. Irpini che arrivano freschi di penalizzazione a causa del processo relativo al calcioscommesse, risalente a tre stagioni fa: a tal proposito, ecco il pensiero del mister:

"Mi ha infastidito molto, trovo ingiusta la responsabilità oggettiva. E’ una norma da rivedere. E ora si riparte da zero, obiettivo salvezza”.

Anche perchè vede delle grosse potenzialità nella sua squadra: "La condizione fisica era discreta, ma la squadra era sfiduciata dopo una brutta partenza. Così ho lavorato sulla testa dei giocatori. Il 4-4-2 è poi il sistema di gioco che conosco meglio e ha dato grandi risultati in questi anni, che diventa un 4­2­3­1 con Castaldo o Ardemagni unica punta. Ho puntato su giovani di valore come Radunovic, Djimsiti, Verde, a gennaio si è aggiunto Moretti, il regista. Un rinforzo che avevo chiesto alla società".

Non manca un appunto sui momenti decisivi del campionato: "Le vittorie su Spal, Verona, Novara". E la parola Verona riconduce agli episodi di violenza che la tifoseria biancoverde riservà alla dirigenza veneta: "Ancora non riesco a capire: i tifosi dell’Avellino di solito si comportano bene, vanno in trasferta in centinaia e non succede mai niente".

Emerge poi anche un particolare del suo essere: "Mi piace quando mi fischiano, riesco a dare il meglio di me stesso.Da giocatore rendevo il doppio se avevo il pubblico contro. Quanto mi sarebbe piaciuto essere al posto di Higuain a Napoli".

Sul suo rifiuto al contratto biennale: "Un passo alla volta, voglio mettermi in discussione, anche per me questa è una bella sfida". Ma non mancano gli obiettivi: "E’ un lungo momento negativo, ma di sicuro ho sbagliato anch’io, avrei dovuto fare un’esperienza all’estero, magari andare in Inghilterra. Ma il mio posto è una panchina in Serie A".


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